"A tour in the magic", la magia della fantasia, la magia dei sogni che ci sonstengono e che ci guidano. Un viaggio in un altro mondo, il mondo dei sogni e delle speranze.
*loading* dreamers

Contrariamente a tutto quello a cui avevo pensato, ma forse, in effetti, c'era da aspettarselo, arrivare qui mi ha portato un po' indietro.
Non tanto, ma alcuni di quei passi avanti, meravigliosi, fieri, sono scomparsi.
C'è un po' di insicurezza, c'è di nuovo quella incapacità di fare amicizia facilmente, c'è di nuovo la solitudine, quella non opprimente, quella piacevole auto-imposta per apprezzare la compagnia di se' stessi, c'è di nuovo quell'essere un po' nerd, un po' geek, navigando in rete per fandom.
Devo di nuovo abituarmi all'ambiente, ritrovare la sicurezza, sapere come fare per non scomparire nel mucchio, per farmi valere, per farmi apprezzare da qualcuno.
E' difficile e un po' doloroso, una sfida che mi si ripresenta davanti.
Alla fine, è esattamente quello che stavo cercando.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 21:17 | commenti | permalink
![]()
Ho visto cose che voi italiani...
ho visto persone cucinare un toast nel forno a micronde
ho visto persone mettere l'olio nell'acqua per cuocere la pasta
ho visto persone mangiare la pasta con il ketchup
ho visto persone pranzare alle 3 e cenare alle 5
ho visto persone insaponare i piatti e poi riporli senza sciacquarli
ho visto persone camminare scalze in cucina, ben sapendo che il pavimento lo puliamo solo quando arriva la donna delle pulizie 1 volta alla settimana
ho visto professori universitari fare l'appello e dare compiti
ho visto pub chiudere alle 11...
Altro che navi in fiamme alle porte di Orione, qui siamo in piena fantascienza.
Però l'Inghilterra mi piace, penso che mi divertirò a vivere qui.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 18:23 | commenti | permalink
![]()
Una trottola.
Sono decisamente una trottola.
Corri da un ufficio universitario all'altro, corri a comprare le cose che ti servono assolutamente, corri davanti al computer per sistemare i documenti, corri a cene e serate per incontrare tutta la gente che sai che ti mancherà.
Trasferirsi è tutta questione di quanto si riesce a correre senza che manchi il fiato.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 17:01 | commenti | permalink
![]()
Incredibile.
Un po' disgustata, un po' stupita, un po' ridacchio.
Che si raggiungano certi livelli è assurdo.
Di cosa parlo? Ma di questo, e del suo seguito qui.
In breve: quando avevo fatto il restyling al blog avevo aggiunto un bellissimo banner: il PapaBanner, invenzione geniale di Rizar, per manifestare che "le parole relativismo e secolarizzazione per voi non
suonano come parolacce" per dimostrare "tutta la vostra lontananza dalle
posizioni della Chiesa Cattolica Apostolica Romana!", perché "E' tempo di distinguersi, di esigere la dignità che le posizioni
agnostiche, ateistiche, relativiste e progressiste meritano. Prima di
ricadere in una nuova età oscura dove chi non è preda di stupide
superstizioni religiose viene tacciato di immoralità."
Insomma, un banner che esprimeva che, secondo la visione cattolica le mie visioni sono immorali.
Non che me ne freghi qualcosa di cosa pensa di me la Chiesa Cattolica, intendiamoci.
Fatto sta che è stato oscurato, perché la grande Curia si è spaventata ed offesa (mi raccomando, leggete tra le righe il tono carico di sarcasmo e velato di disprezzo).
Tutta la mia solidarietà a Rizar, che ha fatto rapidamente risorgere il Papabanner su una pagina dedicata, in barba alle minacce di censura.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 15:20 | commenti | permalink
![]()
Odio avere l'impressione che tutto stia svanendo.
Come una nebbia che, lentamente, copre tutto, e mi lascia in questo mondo ovattato.
Un mondo in cui la realtà non ha un senso, in cui ci sono io, con la mia testa.
In attesa che questo limbo ovattato si diradi per portare a qualche cambiamento.
Odio stare ferma. Ho bisogno di cambiare, di sperimentare. Come se il qui e l'adesso non avessero più altro da offrirmi.
Come se avessi esaurito le possibilità.
Restless sembra l'unico aggettivo adatto a descrivermi.
Irrequieta, che non può trovare riposo in quello che ha.
Far away
This ship has taken me far away
Far away from the memories
Of the people who care if I live or die
A starlight
I will be chasing a starlight
Until the end of my life
I don't know if it's worth it anymore
(Lontano
Questa nave mi ha portato lontano
Lontano dai ricordi
Delle persone a cui importa se vivo o muoio
La luce di una stella
Rincorrerò la luce di una stella
Fino alla fine della mia vita
Non so più se ne vale la pena)
[Starlight - Muse]
Chasing something I won't find anywhere.
Just a few things holding me here. Pushing me away at the same time.
Non trovo una risposta alla domanda "perché dovrei stare qui?"
Non ne trovo una nemmeno per la domanda "perché dovrei partire?"
E non parlo solo del partire per l'Inghilterra.
Non so.
So solo che è tutto ovattato, e non ho molta presa sui fatti, sulla realtà circostante. O forse è la realtà che non ha molta presa su di me.
Restless...
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 14:16 | commenti | permalink
![]()
Sono in piena crisi 2.0.
Tutti con questi account in siti 2.0 (o 1.5, o che so io...) e io no.
Chi sono io, la figlia della serva?
E allora via, ad iscriversi a social aggregators, a wishlists, a siti per tenere sotto controllo i log...
Che poi, ça va sans dire, sono per la maggior parte inutili, fastidiosi, ed è impossibile tenerli tutti aggiornati.
Ma è il web, e chi sono i per rifiutarlo?
Faccio un elenco?
Faccio un elenco!
Sono su Splinder, ma questo è ovvio.
Sono su anobii, con una libreria virtuale e una lista dei desideri (per i libri)
Sono su Netlog
Sono su Twitter
Sono su MyBlogLog
Sono su Flickr
Ho una lista dei desideri (dei fumetti) su ThingsFromAnotherWorld.com
Sono su I Heart Movies (anche se la mia collezione è lontano dall'essere completa ed organizzata)
Tengo nota delle cose che compro su internet grazie a Kaboodle, dove tengo anche una terza, e ultima, wishlist (di tutte le cose che non rientrano nelle prime due)
E sicuramente sono anche da qualche altra parte.
Pazzesco il web.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 12:51 | commenti (1) | permalink
![]()
Maledette finanze.
Ho voglia di liberare libri, ne ho veramente voglia.
Ho in mente posti, release a tema, release particolari.
E chiaramente non ho libri da liberare.
L'altro giorno sono andata a vedere "Into The Wild", e ho pensato che avrei potuto liberare "Nelle terre estreme", il libro da cui è tratto il film.
Ma il simpatico libro costa la bellezza di 16 € ed è un paperback. Non posso spendere 16€ per un libro che libererò senza neanche leggere, o no?
In più la mia lista di desideri di libri da comprare cresce a vista d'occhio, e non bastano regali e scambi a farla scendere.
Questi sono i momenti in cui desidererei davvero essere miliardaria.
Ho 4 libri sulla scrivania, ma sono da bambini, quindi li devo conservare per la Megaliberazione tematica di Novembre.
L'unica mia speranza è che, l'altro giorno, mia nonna ha accennato a libri che non le erano piaciuti e che quindi voleva buttare. Non so che libri siano, ma le ho impedito di buttarli, e la prossima volta che la vedo dovrebbe portarmeli, così li potrò liberare.
Quindi sorge la domanda: c'è davvero gente che butta libri?
E se la risposta è sì: ma dateli a noi corsari, che provvederemo a liberarli. Forse finiranno ugualmente nella pattumiera, ma avranno avuto la possibilità di diventare libri liberi e viaggianti.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 12:42 | commenti | permalink
![]()
"Logical, dauntless, curious Alice.
Alice, who doesn't need a dashing prince to rescue her... who never misses her parent... and, unlike Dorothy of Oz, never longs to return home to "dull reality"..."
From Bryan Talbot's Alice in Sunderland
Sometimes I wonder if it's the name that influences the person, or if it's just an accident.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 10:36 | commenti | permalink
![]()
![]()
Di solito ascolto musica arrabbiata, depressa, un po' violenta.
E quando sono particolarmente gioiosa? Quando, per un momento, torno ad essere naïve, sgombra da preoccupazioni e consapevolezza?
Allora ascolto i Coldplay.
Oggi è arrivato (sempre sia lodato Play.com) il loro ultimo Cd: "Viva la Vida Or Death And All His Friends"
Già dal titolo si capisce perché io li adori.
Poi c'è Life In Techicolor, che è una canzone strumentale bellissima.
E poi c'è Death And All His Friends, che ha il potere di coinvolgermi con poche note.
E poi c'è il testo di "Lost!" (Just because I'm losing
Doesn't mean I'm lost
Doesn't mean I've stopped
Doesn't mean I'm across)
Non so, c'è semplicemente qualcosa, nella loro musica, che mi coinvolge, nonostante non sia il tipo di musica che di solito ascolto.
In poche parole: "They are Goooood"
Edit: che poi leggo alcune recensioni e scrivono che è un album con una "cupezza malinconica degna dei Cure". Sembra che anche quando io sia più allegra non riesca proprio ad ascoltare nulla di veramente positivo.... ^__-
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 16:52 | commenti | permalink
![]()
glo|ba|liz|za|zió|ne
s.f.
Mangiare per cena un quarto di pizza e due involtini primavera (con le bacchette, ovviamente) mentre si segue la tv inglese.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 19:34 | commenti | permalink
![]()
Forse avevo troppi sentimenti imbottigliati.
Ho ceduto, anche solo per poco.
Così ho messo i miei sentimenti in chiaro, totalmente, anche se per una sola persona, e anche se è una cosa che normalmente non faccio.
Così ho sperimentato l'adrenalina di ben 6 liberazioni corsare nello stesso giorno.
Così ho pedalato, così veloce che speranze, sentimenti e paure si sono mescolate, al ritmo della musica e del mio respiro.
Così ho ripreso controllo di me stessa.
Così ho messo la mia maschera sorridente al suo posto (o forse è più un sorrisetto compiaciuto?).
Così ho deciso che per gestire questo periodo andrò a pedalare tutte le mattine.
In questo modo dovrei riuscire a tenere le emozioni imbottigliate a dovere ed andare avanti, testa alta, verso la prossima sfida.
E mentre rileggo, mi chiedo da quanto tempo io sia così cambiata. Un tempo non pensavo che i sentimenti, le paure ed i desideri fossero una brutta cosa da mostrare agli altri.
Un tempo non avevo tutto questo controllo su me stessa.
Però, di sicuro, ora sono più felice di un tempo. Finalmente me stessa nonostante la maschera che a volte indosso. Nonostante la bastardaggine ed il cinismo sempre più spesso nei miei pensieri e nelle mie azioni.
Se non fosse per questo senso della morale sarei una perfetta stronza senza cuore.
Non so come io sia arrivata qui. Niente di traumatico mi ha scosso dalla mia fiducia per le cose belle, per le cose buone... nessuna esperienza negativa (o nessuna in particolare)
Però ora imbottiglio le emozioni e non le lascio intravvedere.
E sto bene. Almeno con me stessa.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 19:33 | commenti | permalink
![]()
Volevo cambiare il messaggio personale su MSN
E così, spontaneo, out of the blue, ho scritto "E ora? Troppo da studiare, troppo da vivere, troppo di cui aver paura..."
Ho una fottuta paura.
Ho paura di non riuscire a gestirmi. Ho paura di quello che mi aspetta.
Ho paura di non poter gestire tutto.
Ho paura di essere via, essere a kilometri di distanza quando mia madre sarà operata.
Ho paura perché contemplo degli scenari terribili, che mi annullano la facoltà di razzionalizzare.
Ho paura perché ho davanti una scelta: partire o rimanere? Una scelta improvvisa, prima non contemplata, che mi spaventa.
Ho paura e piango.
Ma questo nessuno mai lo saprà.
Ho paura perché non avevo realizzato fino ad ora di essere completamente paralizzata dal terrore.
Testa o croce? Inghilterra o Italia?
Ho paura a lasciar trasparire la paura.
Abbraccio spasmodica un peluche e aspetto che mi passi.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 02:12 | commenti (3) | permalink
![]()
Chiamatemi sentimentale, chiamatemi una finta cinica che in realtà è una mollacciona, ma, so far, quello che vi sto per raccontare è uno dei momenti migliori della mia vita.
Stavo discutendo con mio fratello (13 anni), un paio di giorni fa. Io dovevo andare in Università e non riuscivo a portarlo ad allenamento.
Così, lui, sbuffando, ha affermato "E' tutta colpa della mamma, se non andasse a lavorare, oggi pomeriggio mi avrebbe accompagnato lei."
Accusare la mamma di qualsiasi cosa, anche quando non è coinvolta, è una specie di gioco che io e lui facciamo spesso. Però l'affermazione un po' mi aveva turbato.
"Andrew, se la mamma non lavorasse non ci potremmo permettere molte cose. Non potresti, ad esempio, andare a due ritiri quest'estate, sia con il Milan che con la tua squadra"
E lui, serafico "Ecco, vedi, è tutta colpa sua: se non lavorasse non avremmo abbastanza soldi e tu non potresti andartene un anno in Inghilterra"
Genitori, amici, mi mancheranno tutti, ma mio fratello... lui me lo metterei in valigia... senza offesa per nessuno, ma sarà la persona da cui sarà più difficile stare lontano.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 17:10 | commenti (3) | permalink
![]()
Martedì sera
Poyel: Mamma, io penso che smetterò di seguire le lezioni, così sto a casa e studio per bene, visto che tra maggio e giugno ho 4 esami.
Mamma di Poyel: Ok, brava.
Mercoledì mattina
Mamma di Poyel: Alice, stamattina mi dovresti passare lo straccio, l'aspirapolvere, spolverare e stendere. Grazie.
Se continuo così gli esami li passo fra 5 anni.
Il viaggio di Poyel
è continuato alle 12:56 | commenti | permalink
![]()